Realtà virtuale

Recensione del libro: Realtà virtuale. Scopri come funziona e vivi 5 fantastiche esperienze in 3D, scritto da Jack Challoner, Editoriale Scienza, 2018, 31 p. : ill. , 18,90 euro.

Questo libro parla di un argomento fighissimo: la realtà virtuale! Per chi non sapesse che cos’è la realta virtuale riporto la spiegazione di pagina 4:

il cervello utilizza informazioni provenienti dagli occhi e dalle orecchie per percepire la realtà, ossia il mondo attorno a noi. Nella realtà virtuale (VR), uno speciale visore produce immagini e suoni da mondi virtuali creati al computer, facendoti credere di essere in un altro luogo

Il visore VR è nel libro, è costituito da cartone e speciali lenti. Va costruito seguendo le istruzioni da p. 7 a p. 9. Io l’ho costruito in circa 15 minuti. Prestate attenzione al passaggio 4: sembra che il pezzo di cartone non si incastri nelle fessure indicate, invece con un po’ di pazienza e senza troppa paura di romperlo, ogni cosa va al suo posto. In effetti è necessaria un po’ di resistenza affinché i pezzi siano ben saldi l’uno con l’altro.


Questo sono io con il visore VR

Per poter usare il visore ho installato la app DK Virtal Reality su un Huawei P8 con Android 6.0 e in effetti ha funzionato bene. A p. 3 ci sono tutte le istruzioni e i requisiti tecnici per installare la app, comunque le indicazioni si trovano anche su: www.editorialescienza.it/RealtaVirtuale.

Grazie alla realtà virtuale ho visto un enorme T-rex con denti affilati e piccole zampe anteriori, un vulcano in eruzione, i gladiatori al Colosseo, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e gli animali di uno stagno. Ciascuna di queste ambientazioni è molto dettagliata, i personaggi non si muovono e questo è l’unico limite dell’app, in compenso c’è una voce guida che spiega molto bene ciò che si sta guardando. Per ogni argomento un paio di pagine del libro spiegano i dettagli e le curiosità.

Dopo l’indice ci sono 6 pagine di adesivi con cui è possibile personalizzare il proprio visore!!!

Questa la parte frontale del mio visore
Questa la parte interna

Insomma questo è un super super super libro che vi consiglio di chiedere per Natale!!!

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Vi consiglio un libro su Scratch

Recensione del libro: Programmo anch’io! Alexandra Bernard, Editoriale scienza, 2017, 128 p: ill., euro 14,90

Questo libro mi ha colpito immediatamente perchè guardando dentro è molto colorato (lo script). Anche le sue piccole dimensioni(circa 20cm per 20cm), e l’alto contenuto di programmo-anch-io-cop-fullframe--130-160pagine mi hanno colpito.

Ci sono 4 giochi, tutti belli. Io per ora ne ho fatto solo uno, che sto modificando un po’, ma comunque è molto bello e ti fa mettere in pratica le cose imparate. Per esempio nell’ultimo gioco bisogna programmare un intero personaggio, ma comunque non vi preoccupate: anche se non lo fate, il gioco funziona lo stesso però vi consiglio di provarci anche perchè non è assolutamente difficile.

Ci sono 4 giochi, sembrano pochi, ma non pensate che per farli tutti ci voglia poco tempo, per esempio per il primo ci vogliono 1h  e 30 min circa.

La grafica è molto bella e facile da scaricare dal sito internet. Il sito è molto comprensibile e chiaro.

Secondo me il libro è molto chiaro grazie a tutte le spiegazioni ed evidenziature necessarie.

Lo consiglio a tutti: adulti e bambini a cui piace o piacerebbe usare Scratch.

Per scaricare Scratch e vedere i contenuti andate su: www.programmoanchio.it

Aerei che passione!

Una delle mie grandi passioni sono gli aerei, guardo tantissimi documentari e siti che ne parlano, così ho deciso di scrivere questo post per raccontare tutti i termini che ho imparato.

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Slat e Flap: sono parti delle ali di un aereo, slat se si trovano sul bordo di attacco, flap se si trovano sul bordo di uscita. Slat e flap sono utili soprattutto in fase di decollo o atterraggio di un aereo perché aumentano o diminuiscono la portanza dell’ala a basse velocità.

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Di S.Kantsis di wikipedia in inglese

Carrello di atterraggio/decollo: gli aerei di linea e commerciali, viste le loro grandi dimensioni, montano carrelli retrattili, cioè che fuoriescono dal loro alloggio nella fusoliera o dall’ala in fase di atterraggio o di decollo. I carrelli favoriscono anche gli spostamenti a terra e permettono la corsa per il decollo.

Sono composti da:

  • gambe
  • sistema di retrazione
  • ammortizzatori
  • freni
  • ruote
  • pneumatici

Motori: L’aria esterna viene aspirata nel motore da un compressore che la comprime nella camera di scoppio, dove entra in contatto con il cherosene e brucia a temperature altissime. Il gas esce poi dagli ugelli posteriori generando una spinta che permette agli aerei di volare.

Inversori di spinta: permettono ad un aereo di frenare durante l’atterraggio. Ne esistono di diversi tipi: a forma di corolla, a forma di gusci di conchiglia o altro, ma tutti con il compito di spingere il gas in uscita dal motore nella direzione opposta al moto del velivolo, in modo da provocare la frenata. Senza il loro utilizzo, gli aerei avrebbero bisogno di piste di atterraggio molto, molto più lunghe!

APU (Auxiliary Power Unit): quando i motori sono spenti, oppure in caso di avaria dei sistemi principali entra in funzione questo motore di emergenza che fornisce al è le apparecchiature elettriche elettricità ausiliaria, anche se la sua funzione primaria è quella di fornire l’energia necessaria all’avviamento dei motori.

Orizzonte artificiale: è uno strumento che permette di conoscere l’assetto di un aereo fornendo informazioni riguardo il beccheggio (oscillazione dell’aereo intorno al proprio asse trasversale)  e il rollio (oscillazione dell’aereo intorno al proprio asse longitudinale), indica sia l’assetto che l’angolo di virata.

I termini dell’aeronautica sono tanti altri ancora, io li sto imparando da app simulatori di volo, documentari, libri e siti e spero di poter scrivere presto altre spiegazioni di nuovi termini di volo.

Cifa Magnum: il mio modellino

Ieri lo zio del mio papà mi ha regalato un modellino della betoniera Cifa Magnum metro 28.

Si tratta di un modellino in ferro, in scala 1:47 (la mamma mi ha spiegato che significa che una Cifa vera è più grande del mio modellino di 47 volte).

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Si tratta di una grossa autobetonpompa con un braccio estensibile che serve a portare il calcestruzzo in zone non raggiungibili da una normale autobetoniera.

Ecco un video che la mostra all’opera:

Il mio modellino non è in vendita, è stato prodotto per Cifa dalla Norscot.

 

 

Gita al termovalorizzatore

Ieri sono stato all’Open Day del termovalorizzatore di Valmadrera, organizzato da Silea.

La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di registraci all’ingresso, poi ci hanno dato un cartellino verde, una cuffia e un casco di sicurezza da indossare.

Una volta pronti, una guida ci ha portato nella parte esterna dell’impianto, dove arrivano i camion. La guida ci ha spiegato che i rifiuti trasportati dai camion vengono pesati e analizzati per verificare che non vi siano materiali radioattivi e solo dopo i camion possono entrare nell’impianto.

Il ciclo di smaltimento rifiuti

Il ciclo di smaltimento rifiuti

A questo punto i camion arrivano a una piattaforma con tanti semafori, ciascuno di essi deve andare al proprio posto e scaricare i rifiuti in una speciale buca dell’impianto.

Poi la guida ci ha lasciato con il sig. Pinna, dipendente Silea, che ci ha portato all’interno dell’edificio. Siamo saliti attraverso una lunghissima scala a griglie (che paura!!!) e siamo arrivati nella zona dove c’era un ragno meccanico manovrato da un operaio, che prendeva i rifiuti dalla buca in cui erano stati scaricati dai camion e li metteva in un’altra buca (tramogge), molto più piccola che li portava verso il fuoco.

Il ragno che mette i rifiuti nelle tramogge

Il ragno che mette i rifiuti nelle tramogge

A questo punto siamo andati in un’altra parte dell’impianto, dove abbiamo visto una grande sala controllo, dove un tecnico specializzato sorveglia l’impianto con l’aiuto di grossi monitor in cui si vede quello che inquadrano le telecamere sparse un po’ ovunque. Il sig. Pinna ci ha spiegato che il tecnico è molto importante e deve avere sangue freddo per gestire le emergenze che possono capitare.

monitor della sala controllo

monitor della sala controllo

Poi siamo andati in una zona molto stretta a vedere le scorie dei rifiuti inceneriti, che ormai non sono più inquinanti. Queste scorie vengono riutilizzate sotto al manto stradale oppure per fare i mattoni.

Poi siamo andati verso l’inceneritore. Mentre camminavamo abbiamo notato quanto era pulito l’impianto e il Sig. Pinna ci ha detto che ci tiene molto e che, loro per primi, vogliono dare il buon esempio!

Poi siamo arrivati dove si vedeva il fuoco, c’era una piaccola finestrella con di fronte una telecamera. Io mi sono abbassato e ho visto un fuoco così alto che non riuscivo a vederlo tutto!

Il fuoco dell'inceneritore

Il fuoco dell’inceneritore

Poi siamo usciti e siamo andati a vedere la turbina per la produzione di energia elettrica: era grandissima e faceva un gran casino!

Infine, il Sig. Pinna ci ha mostrato un cartellone con i dati del termovalorizzatore e ho scoperto che fabbriche e trasporti inquinano più dell’impianto!

I dati delle fonti di inquinamento, in verde Silea

I dati delle fonti di inquinamento, in verde Silea

Poi abbiamo visto un nuovo progetto che vuole portare il teleriscaldamento all’ospedale di Lecco, alle fabbriche e anche alle case.

Il progetto del nuovo impianto

Il progetto del nuovo impianto

Infine, all’uscita dell’impianto ci hanno regalato un oggetto fatto con materiale reciclato.

Un cactus fatto con il dito di un guanto di gomma

Un cactus fatto con il dito di un guanto di gomma

Poi ho partecipato ad un laboratorio dove ho costruito il mio lavoro fatto con materiale reciclato.

Il mio lavoro con materiali da riciclo

E dopo tanta fatica ci aspettava anche un rinfresco dove ho bevuto succo di frutta e ho mangiato diversi dolcetti!

Per concludere sono felice di aver visitato questo impianto, dove ho potuto vedere con i miei occhi il ciclo dei rifiuti che noi ogni giorno mettiamo nel sacco trasparente, sia a casa che a scuola, al prossimo Open Day andrò a vedere l’impianto che si occupa di compostaggio!

La mia prima settimana di vacanza

Appena è finita la scuola sono andato in vacanza con la mamma. Abbiamo trascorso qualche giorno nella casa dei nonni, in Valtellina. A me piace molto questa casa, ci vado fin da quando avevo pochi giorni. È piccola, tutta fatta di legno e pietra e si trova in un borgo vicino al bosco. Ora che sono grande e so andare bene in bici ne approfitto per andare sulla pista ciclo pedonale Sentiero Valtellina che segue il fiume Adda per oltre 100 Km! Io, la mamma e tutti quelli che conosco non li abbiamo mai percorsi tutti! Ogni tanto si trovano aree picnic dove, da quest’anno, ci sono belle sculture di legno che tutti possono ammirare e toccare.

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Quest’anno abbiamo comprato anche un set per giocare a badminton e abbiamo trovato vicino al parco del paese un campetto di calcetto e mini volley, aperto a tutti i bambini nel quale abbiamo potuto giocare a lungo. Io sono il piú bravo!

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Vicino al campetto c’è la biblioteca dove ho potuto prendere in prestito alcuni libri e un Dvd per passare le mie serate. La bibliotecaria è stata molto gentile e mi ha spiegato che il segnalibro che mi ha dato aveva il disegno di una bambina o bambino che ha vinto un concorso della biblioteca. Il concorso é ancora aperto e io ho votato il mio disegno e la mia frase preferiti, ma il voto è segreto e non lo posso dire.

L’ultimo giorno, il piú bello, abbiamo visitato il Museo dei Minerali ma per questo voglio scrivere un post tutto speciale visto che i minerali sono la mia passione.

Domani torneró a casa e già la Valtellina mi mancherà moltissimo!

In gita al museo del giocattolo

Qualche giorno fa, io e i miei compagni di classe, siamo andati in gita. Siamo partiti alle 8.30 con il pullman. Il tempo purtroppo era brutto, però meno male che quando siamo usciti da scuola non pioveva.

Durante il viaggio in pullman ho guardato fuori dal finestrino: contavo quanti camion Scania c’erano sulla strada e ne ho trovati 15!

Poi, finalmente, siamo arrivati al Museo del giocattolo di Cormano. Abbiamo lasciato gli zaini, appeso le giacche e siamo andati a vedere lo spettacolo teatrale “Il giardino”. Quando si sono spente le luci non ho avuto paura e cercavo di capire cosa ci dicevano le attrici.

Quando siamo entrati nel museo, la guida Lucia, ci ha mostrato alcuni giocattoli costruiti dai nonni, bisnonni, trisnonni con l’immaginazione e costruiti con materiali che si trovavano in giro.

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La cosa che mi è piaciuta di più è stato il laboratorio, dove ho costruito un giocattolo sonoro. E’ stata una bella esperienza perché perché ho capito che anche con gli scarti industriali e un po’ di fantasia si può costruire un giocattolo.

La sera, quando sono tornato a casa, la mamma mi ha ricordato di un altro museo dei giocattoli in cui sono stato qualche anno fa, si trova Bruxelles e si chiama Le Musée du Jouet, però ero troppo piccolo e non mi ricordo bene. So solo che a Bruxelles sono stato nel museo a giocare per tanto tempo con tutti i giochi custoditi.

Arriva l’eclissi

Il 20 marzo 2015 arriva l’eclissi solare, quindi mi sono fatto portare in biblioteca dalla mamma a prendere un po’ di libri per saperne di più. Ho scoperto che eclissi vuol dire nascondersi, infatti nell’eclissi solare la luna passa davanti alla Terra e nasconde il sole (tutto o in parte).

Durante un’eclissi non bisogna mai guardare il sole a occhio nudo. Per proteggersi si possono usare occhiali da saldatore, oppure costruire una scatola speciale come quella che ho costruito io con le indicazioni che ho trovata qui.

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Spero di poterla vedere perchè quel giorno sarò a scuola, ma magari durante l’intervallo posso provarci.

Questo cartone animato invece spiega come funziona l’eclissi, però è in inglese e non lo capisco se i grandi non me lo traducono.

Pericolo! 100.000 volt!

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Il libro Pericolo! 100.000 Volt di Odo Hirsch parla di quattro topolini: Frankel, Berrel, Michael e cugina Ruth.

L’ho scelto perché mi interessavano i 100.000 Volt del titolo, poi ho scoperto che erano la scritta su una cabina elettrica in metropolitana che i quattro topi usavano come casa.

Frankel e Michael sono sempre alla ricerca di briciole, Berrel invece non esce mai dalla cabina ma divora il cibo che i suoi amici portano a casa. Cugina Ruth è una toplina combina guai, che scatena il topopanico nel tunnel della metropolitana.

Il libro è molto divertente e da oggi, quando andrò in metropolitana, lascerò un po’ di briciole ai topolini che si nascondono nei tunnel.

Una giornata speciale delle mie vacanze

sardegnaDurante le vacanze di Natale sono stato in Sardegna.

La giornata più bella è stata quando ho visitato il nuraghe di Barumini. La guida ha spiegato che i nuraghe sono costruzioni antichissime, sono fatte di basalto e le pietre sono messe ad incastro.

Dentro il nuraghe c’era un pozzo, io ho guardato dentro e ho visto l’acqua.

Fuori dal nuraghe, in una capanna, c’era una pietra che serviva per macinare il grano e fare la farina. Accanto a quella capanna c’era il forno per cuocere il pane.

Durante la vacanza ho scattato molte fotografie così ho pensato di raccogliere le più belle e creare questo video per ricordarmi di tutte le cose che ho visto.